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26 marzo 2012

Le abilità sociali

La competenza sociale o assertiva è data dall'abilità di un individuo nel riuscire a comunicare in modo aperto e chiaro con gli altri, riuscendo a soddisfare bisogni, diritti, motivazioni e aspirazioni con fare ragionevole senza procurare danno a istanze simili degli altri individui.


Si esplica attraverso il repertorio sociale della persona che è costituito da elementi di espressione verbali e non verbali.


L’abilità sociale è, dunque, la capacità di utilizzare in modo efficace i canali della comunicazione interpersonale. Essa è il fattore motore dell'agire individuale nella socialità umana. 


Renato Guttuso - liberté, egalité, fraternité
Cominciamo ad apprendere queste competenze sin dalla nascita, a partire dalla relazione con le figure di riferimento familiare, è un processo che dura tutta la vita, le cui fasi fondamentali, si dispiegano dall'età neonatale a tutta l'adolescenza, da zero a vent'anni.



Nelle persone timide, il proprio repertorio sociale è generalmente piuttosto ridotto se non assente, e ciò è motivo di ulteriore disagio poiché rendendo difficile la comunicazione, e l'espressione di sentimenti, emozioni e idee, limita fortemente la costruzione di relazioni sociali.


La carenza di abilità sociali è povertà di capacità assertive.


Le cause di tali insufficienze sono di carattere cognitivo e comportamentale, vale la pena vederne le principali.


L’inibizione ansiogena. 
Le competenze sociali sono inibite o ridotte sensibilmente per via dell'influenza negativa generata dall'ansia. Si verifica anche quando il soggetto possiede sufficienti capacità comunicative. La persona che si trova in questa condizione è mossa dal timore che un suo comportamento possa essere causa di risvolti negativi per i suoi rapporti interpersonali. Qui ci troviamo di fronte al problema di individui che hanno credenze disfunzionali che, attivate da determinate situazioni sociali, finiscono col generare stati ansiosi che agiscono come fattore inibente nelle relazioni sociali, anche se in possesso di buone abilità sociali, è soggiogato dall'ansia che blocca i processi intenzionali dell'esercizio delle attività sociali. Se nel soggetto passivo, ciò si traduce in una forte flessione delle prestazioni che implicano l'insuccesso, nel soggetto aggressivo determina comportamenti che sfociano nella conflittualità. 


Errato apprendimento. 
È possibile che durante l'età infantile, determinati comportamenti, aggressivi o passivi, avendo sortito risultati positivi immediati, sono stati valutati come efficaci e vantaggiosi, e adottati come stili di comportamento, determinando così un errato apprendimento. Questo fattore produce uno scarso livello qualitativo sia sul piano della comunicazione, sia sul piano della relazione sociale in sé.


Il mancato apprendimento. 
Data l'influenza determinante che ha il fattore ambientale nella formazione dell'ansia sociale, ritengo opportuno cogliere vari aspetti del mancato apprendimento.


Marc Chagall - io e il villaggio
Carenti modelli di comportamento. Nell’età infantile, i genitori e i familiari in genere, costituiscono il riferimento principale da cui si apprende a comunicare e a relazionarsi. I bambini vedono i genitori come figure che sanno cosa e come fare, e pertanto sono da imitare. Quando le figure tutoriali di riferimento sono carenti di modelli positivi o assertivi di comportamento, viene a mancare al bambino la fonte principale di apprendimento.


Genitori troppo protettivi o apprensivi. Il bambino viene privato di esperienze dirette, per mezzo delle quali apprende la misura e i limiti reali dell’espressione, acquisisce la convinzione di non essere adeguato sufficientemente, quindi sente la necessità di porsi sotto la tutela e guida altrui. Un tale delegare induce il bimbo a non ricercare, autonomamente, modalità per rapportarsi agli altri, di autodeterminarsi, non ricerca modelli di relazione sociale.


Scarsa socializzazione. Un bambino cui non viene data la possibilità di frequenti relazioni con altri suoi pari, non apprende modi per far conoscenza e farsi conoscere, né i modi con cui gli altri si presentano, fanno conoscenza e si rapportano. Si tenga anche presente che i bambini, relazionandosi tra loro, creano modelli comportamentali che vengono adottati dal gruppo divenendo segni distintivi di riconoscimento e socializzazione. Un bimbo che non apprende le forme del relazionarsi, tende a isolarsi, a stare per conto suo e ciò favorisce il percepirsi come un soggetto non interessante, o percepisce gli altri come non disponibili, egli dunque da un lato avverte una propria inabilità, non amabilità, da un altro lato vive il mondo esterno come qualcosa di distante, avverso, escludente, quindi è indotto a isolarsi, e così facendo, non acquisisce modelli di relazione. 


L’espressione dei sentimenti. L’apprendimento di quest’attività è collegato, fondamentalmente, alla trasmissione modale genitoriale. Quando si reprimono comportamenti come il piangere, mostrare dolore, gioia e altre forme espressive di stati emotivi, il bambino non impara a comunicare, esternare, esprimere, emozioni e sentimenti restano prigionieri nel suo mondo interiore. Questa non manifestazione diventa una consuetudine del vivere quotidiano, che conduce all’inclinazione verso una forma mentis che diventa precetto culturale. Una persona che non riesce a esprimere sentimenti ed emozioni, ha una pesante limitazione nella creazione di relazioni umane sia sentimentali e affettive, sia amicali.


Genitori ansiosi. Il bambino apprende dai genitori per simulazione e imitazione. Quando le figure tutoriali sono ansiose, i loro comportamenti ne riflettono inevitabilmente la condizione, il bimbo non solo apprende quei comportamenti, ma anche a percepire e vivere determinate situazioni in modo ansioso. Giacché il modo di pensare di un soggetto ansioso, relativamente alle situazioni apprensive, sono espressione di credenze disfunzionali, il bimbo assorbe anche quelle convinzioni facendole proprie. 


Se con l'inibizione ansiogena, il problema di dispiegare le abilità sociali è da affrontare partendo innanzitutto da una ristrutturazione cognitiva e, in particolar modo, da credenze disfunzionali e pensieri automatici negativi, quando ci troviamo di fronte a una carenza di competenze sociali, dovute a mancato o cattivo apprendimento, lo strumento più adatto è il training assertivo. Una cosa bisogna sempre tener presente: è sempre possibile apprendere, basta essere motivati, attratti e determinati.

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