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19 agosto 2014

Ansia sociale e timidezza: Tipi di pensieri disfunzionali - prima parte




Con presente prima, delle tre parti in cui è suddiviso questo articolo,  presenterò, con una lunga carrellata, varie tipologie di pensieri che si manifestano nelle varie forme di ansie sociali e altri disturbi psichici. Queste categorie di pensieri che, in qualche caso possono anche contenere un fondo di verità, inducono, negli ansiosi sociali e nelle persone timide, ragionamenti dal carattere categorico; assumono, quasi sempre, valore assoluto. Per lo più si manifestano nei pensieri automatici negativi, in alcuni casi sono espressione di credenze intermedie, regolanti o condizionali. 


Distorsioni cognitive

Il pensiero dicotomico 

È il ragionare per estremi, senza soluzioni intermedie, o nero o bianco, si considera gli eventi o le persone in termini di tutto o nulla. "Nessuno mi vuole", "È stata una totale perdita di tempo",  “se faccio anche solo un minimo errore, perdo la faccia, penseranno che sono un idiota”. Il pensiero dicotomico conduce alla radicalizzazione dell'interpretazione degli stimoli sia esterni che interni, nella valutazione dei fenomeni o degli eventi, nella previsione degli esiti susseguenti all'evento, nella determinazione dei comportamenti da attuare. Tutto ciò comporta una rigidità del ragionamento e dei comportamenti conseguenti.


Salvador Dali - nascita dei  desideri liquidi

L’inferenza arbitraria 

È l’interpretazione di comportamenti ed espressioni verbali che si verifica quando si giunge a conclusioni senza che ci siano argomenti o prove sufficienti a dimostrarne la validità, postula un modello negativo globale sulla base di un singolo episodio. Ad esempio:  “Alberto mi è passato davanti fingendo di non vedermi”. L'inferenza arbitraria fa sì che da un dato oggettivo si deduce una verità scollegata al dato iniziale, si crea cioè una relazione forzata senza che vi sia alcuna logica oppure il portare le interpretazioni alle estreme conseguenze. Questo processo mentale viene svolto in modo grossolano e limitato, non prefigura alcun lavoro di ricerca ed elaborazione di collegamenti logici, di possibili alternative di interpretazione, della valutazione oggettiva del valore degli elementi che dovrebbero dimostrarne la validità del ragionamento.


L’astrazione selettiva 

Avviene quando si valutano solo alcuni dettagli, in genere negativi, senza prendere in considerazione gli altri e tralasciando l’aspetto complessivo, sono pensieri del genere: “Mentre parlavo mi sono impappinato su quella parola, ho fatto proprio una figuraccia”, L'astrazione selettiva fa di tutta un'erba un fascio, trasforma il dettaglio in una regola generale, in una verità che vale in tutte le occasioni; un errore finisce col determinare il valore o le qualità di una persona nella sua totalità, una incompetenza specifica viene tradotta in una incapacità generale e totale. Possiamo notare questa caratteristica in un pensiero del tipo "sono andato male all'esame perché non valgo niente", "lei/lui mi ha respinto perché non sono amabile".


L’esagerazione e la minimizzazione 

Si tende a esagerare certi aspetti negativi di se stessi e a sminuire o trascurare quelli positivi, sono pensieri del genere: “Non conquisterò mai il suo cuore, sono incapace di farlo”; “mi ha fatto i complimenti solo per gentilezza” oppure “mi ha detto quelle belle cose ma in realtà non le pensa”, si pensa che le cose positive che accadono, a lui stesso o alle altre persone, sono insignificanti; "questo è ciò che devono fare le mogli, per cui è ovvio che la mia sia gentile con me"; "questi risultati erano facili da raggiungere, pertanto non contano molto".

La personalizzazione 

È la tendenza a incolpare se stessi per l’azione di qualcuno quando non ci sono prove evidenti, ad es. “i miei genitori si sono separati per colpa mia”, “la mia collega ha rifiutato il mio invito a cena perché mi considera palloso”. Le supposizioni riguardo a comportamenti altrui che si formano sulla base di uno stato emotivo, di un timore, vengono acquisite come elementi di certezza, ci si sente colpevoli per ciò che accade ad altri escludendo a priori qualsiasi altra causa. Si attribuisce una quantità sproporzionata di colpa a se stessi quando le cose vanno male, non considerando come alcuni eventi possano anche essere causati da altre persone: "Il mio matrimonio è finito perché io ho fallito".


La catastrofizzazione 

Tipico dei pensieri automatici a carattere previsionale. Si è portati a pensare gli esiti peggiori in seguito ad un determinato comportamento, a un’azione, che ci si appresta a fare o che si vorrebbe fare. Il pensiero tende a valutare che le probabilità di un risultato catastrofico, enormemente dannoso,  siano altissime, spesso l’esito catastrofico è considerato certo. Sono pensieri tipo: “Se mi dice di no, non potrò più farmi vedere in giro”, “se faccio qualche errore sarà un disastro”, “sarà tremendo se si accorgeranno della mia ansia, un vero fallimento”, “se vedono che arrossisco è finita”.


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