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19 dicembre 2016

Problemi di autostima


L’autostima esprime il grado di fiducia che si ha nelle proprie capacità e abilità. 

Dunque, essa è uno di quei “sintomi” attraverso cui possiamo accorgerci se abbiamo, a livello cosciente e/o a livello inconscio (causa prevalente), dei convincimenti negativi su noi stessi.

L’autostima può essere anche interpretata come un segnale che ci avverte sullo stato di “salute” del nostro mondo interiore.

Già da quello che ho finora affermato, si evince che l’autostima non è una funzione a sé stante, ma l’espressione e, al tempo stesso, la conseguenza della nostra condizione psichica.

Elisa Anfuso - sogno dunque esisto
Come in tutte le forme di ansia sociale, la timidezza è sempre accompagnata da una bassa autostima oppure dall’illusione di avere una alta autostima (sentimenti di superiorità).

Come già saprai, le ansie sociali esistono quando, nel livello inconscio, nella memoria a lungo termine, si sono formate e radicalizzate convinzioni negative su sé stessi, sovente anche sugli altri. 

Si tratta delle credenze di base che definiscono sinteticamente il sé in merito alle capacità di fronteggiare gli eventi con efficacia, alle abilità nell’interagire socialmente, all’essere o meno interessanti e/o attraenti come persona.

Quando una persona ha, nella propria mente, una credenza che definisce sé stessa in chiave negativa, significa che tutti i suoi ragionamenti, inerenti l’interazione sociale tra sé e gli altri, che tutte le interpretazioni di eventi, situazioni e comportamenti che fa, attingono informazioni basilari proprio da questo “archivio” in cui sono raccolte le conoscenze di base su sé stessi, sugli altri e sul mondo.


Nel momento in cui una persona timida percepisce, attraverso la “razionalità emotiva”, l’idea di una propria inadeguatezza, comincia a pensare di non avere le qualità, le abilità, i mezzi propri per fronteggiare efficacemente determinate situazioni. 

Questa percezione negativa di sé, che si traduce in termini di una mancanza o precaria fiducia, costituisce la bassa o assenza di autostima.

Quindi, a dirlo in altro modo, possiamo definire l’autostima come la percezione delle qualità del sé.

Pertanto, maggiore è la percezione positiva delle proprie qualità, maggiore è l’autostima che si prova verso sé stessi; al contrario, maggiore è la percezione negativa delle proprie qualità, minore è l’autostima che si prova verso sé stessi.

Nelle ansie sociali una bassa autostima ha conseguenze invalidanti nella vita del soggetto.

Infatti, percependosi negativamente e avendo, quindi, una scarsa fiducia in sé stesso, l’ansioso sociale svolge tutte le sue elaborazioni interpretative, valutative e previsionali nel segno della negatività. Ciò comporta che anche le sue scelte, quindi le decisioni o non decisioni, sono il risultato di un intero processo cognitivo volto al pessimismo.

Il timido traduce la sua bassa autostima in comportamenti che possono essere “ritirati” come l’evitamento, la fuga, l’assenza, l’estraniazione, oppure fortemente compromessi dall’insorgenza dell’inibizione ansiogena.

Avere una bassa o una “zero” autostima comporta, sovente, anche la tendenza al ritiro sociale. 

Questo accade per via di diverse dinamiche. Da una parte l’attuazione dei comportamenti ritirati impediscono all’ansioso sociale di invalidare le credenze negative che ha su sé stesso perché non esplica l’esperienza; da un’altra parte, gli insuccessi che si susseguono, per effetto delle inibizioni ansiogene, lo convincono sempre più della validità dei convincimenti negativi che ha sulla propria persona. Dinanzi a questo scenario nero, nell’animo del soggetto timido si sviluppano sconforto e demotivazione.

Questi tipi di esperienze interiori che vivono le persone timide rendono sempre più pervasive anche l’emozione base che caratterizza ogni forma di ansia sociale, la paura.

C’è anche un’altra emozione che accompagna spesso una bassa autostima, ed è la vergogna.
Ci si vergogna di non essere all’altezza, di non avere il coraggio delle scelte, di non corrispondere ai propri modelli riguardanti i canoni dell’essere uomo o donna di qualità.



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