6 febbraio 2019




Mentre nei precedenti articoli ho presentato una panoramica generale dei sistemi motivazionali, con questo, vedremo quali sono quelli che, attivandosi, maggiormente incidono nella formazione delle ansie sociali.

Innanzitutto voglio ricordare che i sistemi motivazionali sono processi del cervello innati, quindi si attivano automaticamente, sono inconsci, perciò fuori dal controllo cosciente e intenzionale della persona.

Rosanna Candido - e quelli che avevano le ali hanno nostalgia del cielo
Essi sono il risultato del processo evolutivo del cervello, dei mammiferi e degli uccelli, e la cui funzione è la ottimizzazione dei comportamenti del corpo e dell’individuo per il raggiungimento degli scopi.

Come già saprai la mente umana, che pure è il risultato di un processo di processi e interrelazioni di aree e nuclei cerebrali, per raggiungere gli scopi crea rappresentazioni di sé, degli altri e del mondo, le credenze
. Queste rappresentazioni si modificano continuamente senza interruzione sin dalla nascita e per tutta la vita.

Questo processo avviene tramite l’esperienza che l’individuo vive, direttamente o indirettamente, nell’interazione sia col mondo esterno a sé, sia con quello interno.
È tramite queste esperienze che già il neonato comincia a rappresentare, a descrivere, a definire sé stesso, sé medesimo con gli altri e sé stesso rispetto agli altri.




Le ansie sociali sono sempre e soltanto riferite a un contesto sociale, quindi sono le esperienze di interazioni interpersonali, quelle che determinano l’idea di sé come soggetto individuale e come soggetto sociale.

Il primo sistema motivazionale “sociale” è quello dell’attaccamento che si attiva alla nascita e, secondo alcuni autori, già nel grembo materno.

Il sistema dell’attaccamento si attiva nella ricerca di cura, conforto, rassicurazione e protezione. Chiaramente la sua attivazione è particolarmente intensa nei primi anni di vita quanto la scarsa autonomia richiede assistenza.

Il neonato, che si trova in uno stato pre verbale, interagisce la madre e altre figure di accudimento attraverso il linguaggio non verbale e quindi attinge informazioni dall’accudente interpretando il comportamento di questi (tono della voce, mimica facciale, movimenti corporei, sollecitudine con cui il genitore risponde alle sue richieste).

Da come il caregiver (la figura accudente) interagisce nei suoi confronti, il neonato comincia a formare i primi modelli interpretativi di sé e dell’altro. Questi modelli descrittivi vanno a costituire l’impianto base di quella parte del sistema cognitivo dedicato alla definizione di sé, dall’altro e del mondo.

A incidere, soprattutto nel rafforzare e alimentare le ansie sociali è il sistema motivazionale dell’affiliazione. Tale sistema attiene alla natura gregaria dell’essere umano, al suo bisogno di appartenenza sociale a un gruppo, una classe, una organizzazione, ecc.

Le difficoltà che incontra il soggetto timido nell’interazione con gli altri e, quindi, nell’inserirsi in un aggregato sociale, alimentano e rafforzano le credenze riguardanti una propria inadeguatezza.

Il sistema affiliativo entra in gioco anche in concomitanza dell’attivazione di altri sistemi motivazionali quando le difficoltà aggregative sono fattori che condizionano il soggetto ansioso anche in altri aspetti della vita. Accade, a esempio, quando è attivo il sistema sessuale o quello di rango.

Il sistema motivazionale della sessualità, nell’homo sapiens e in alcune altre specie di mammiferi, non attiene solo al semplice bisogno di riproduzione;  la sessualità ha scopi sociali o socializzanti. Il sistema della sessualità è attinente anche alla formazione della coppia e ai comportamenti legati al corteggiamento. Del resto la funzione strutturale (o scopo intenzionale) della sessualità è il piacere.

È chiaro che un sistema affiliativo malfunzionante può incidere negativamente anche sul buon funzionamento del sistema della sessualità. Ciò risulta molto evidente quando si tratta di corteggiare, cosa che richiede abilità sociali, o di perseguire lo scoppio di formare una coppia.

È bene qui precisare che tutti i sistemi motivazionali vanno considerati come elementi di un insieme in cui i vari componenti sono interagenti tra loro.

Le credenze negative sul sé che si sono formate in un soggetto timido, anche se originate dall’attivazione sofferente del sistema dell’attaccamento, si attivano anche nell’innesco di altri sistemi motivazionali. In tal senso ho già citato il sistema affiliativo e della sessualità.

A questi va aggiunto il sistema motivazionale del rango. Esso si attiva nella gestione dei rapporti di forza interni a un gruppo sociale, quindi, alla dominanza o alla sottomissione, al prevalere su altri membri della comunità.  

Del resto, la società umana contemporanea fa molta leva sullo sfruttamento strumentale e/o economico di questo sistema motivazionale.
Per chi è afflitto da forme di ansia sociale, la competizione per il rango sociale è impresa quantomeno ardua. Chi ha già attivazioni problematiche dei sistemi di attaccamento o di affiliazione, il sistema del rango lo spinge verso ruoli subalterni. Ciò perché le credenze negative sul sé e/o sugli altri favoriscono l’insorgere dell’inibizione ansiogena e dei sentimenti della paura.


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