21 gennaio 2020


La coscienza di ordine superiore, o coscienza cognitiva, (processo neurale della neocorteccia) è una prerogativa della nostra specie. Essa, nel corso dell’evoluzione, è stata resa possibile per via della dimensione interpersonale in cui è immerso l’homo sapiens.
Elena Vichi - smarrimento

Questa capacità di pensare sulle proprie sensazioni, emozioni, condizioni esistenziali, e sullo scorrere del tempo, se da un lato ha permesso alla nostra specie di progredire e individuare nuovi modi di adattamento all’ambiente fisico e sociale, dall’altro lo ha reso maggiormente vulnerabile, più che in altri animali, alle perturbazioni emotive.


L’ansia, come tutte le emozioni, è un sistema di avviso di rischio o pericolo, volto a predisporre la mente all’attenzione e l’organismo all’azione di fuga o di lotta.


17 gennaio 2020


Le persone timide, come tutti gli ansiosi sociali, vivono le relazioni interpersonali con disagio in tutte o in alcune tipologie di interazione.

Il disagio può cominciare a essere vissuto sia dall’età scolare, sia a partire dall’adolescenza.

Nella timidezza, questi tempi precoci d’insorgenza fanno sì
Federica Gionfrida - loneliness 
che, già nei primi anni adolescenziali, le esperienze sociali che producono sofferenza emotiva si accumulano nella memoria in quantità significative, tanto da diventare riferimento abituale, automatico e standardizzato per tutte le valutazioni, le decisioni, le scelte e i comportamenti riguardanti le interazioni sociali del futuro (prossimo o lontano) e del presente.



6 gennaio 2020


Quante volte, commentando le scene mute che fai nelle discussioni, ti vien da proferire frasi tipo: “Non so che dire”; “ho paura di dire sciocchezze”; “magari pensano che sono una persona stupida”; “non mi sento all’altezza”; “penso che dovrei dire cose importanti”; “non so parlare”; “non capisco quello che dicono”; ”magari dico cose banali” “penso che potrebbero considerarmi una persona deficiente”; “ho paura di fare brutte figure”; “penso che potrei dire cavolate”.

Fabio Selvatici - vuoto

In quelle situazioni, i pensieri automatici negativi passano velocemente per la mente. In genere, non ci si accorge nemmeno di aver avuto quei pensieri.

Sono pensieri che vengono da soli, sono transitati talmente tante volte nella tua mente che sono diventate, appunto, automatici.


Ineriscono le qualità negative che si presume di avere, oppure, senza che si sia detta neanche una sola parola, già presagiscono l’insuccesso, i giudizi negativi degli altri.


30 dicembre 2019


SECONDA PARTE


Da un punto di vista evolutivo, la coscienza di ordine superiore, fa la sua comparsa con l’evolversi della socialità complessa e lo sviluppo del linguaggio, in pratica, quando l’homo sapiens comincia a pensare anche in astratto.

 È a quel punto che l’uomo, come essere vivente, comincia ad avere la necessità di una identità personale che vada oltre la sua natura biologica.
Aniello Saravo - essere e apparire

Nel momento in cui la mente attinge informazioni alla coscienza tacita, accede a informazioni assunte senza il vaglio di processi logici, assunte su una base sostanzialmente emotiva. Questo tipo di processo si poggia sul sistema sensoriale ed è memorizzato come effetto emotivo: le interpretazioni della realtà di sé, degli altri e del mondo, sono di natura emotiva e non oggettive.


L’identità primordiale e, dunque tacita, comincia a formarsi a partire dalla nascita e non è supportata dalla identità esplicita (corrispondente alla coscienza di ordine superiore) per tutta l’infanzia.


23 dicembre 2019


PRIMA PARTE

Cammini per strada, un gruppo di persone stanno conversando. A un tratto gli occhi di uno di loro, sembra guardare verso di te. Ti senti osservata/o. Nella tua mente si fa strada un pensiero angosciante: “mi guardano, stanno parlando di me, pronti a giudicarmi”. L’angoscia si tramuta in preoccupazione, poi in timore. “Che hanno da guardare? Cosa stanno dicendo di me?”. Magari, un altro pensiero fugace si affaccia impertinente: “ma cos’è che non va in me?”. Anche altri pensieri potrebbero transitare nella tua mente, tutti a esprimere lo stesso senso, cambiano le parole, ma il senso non cambia: gli altri ti osservano, ti giudicano e, certamente, non sono giudizi benevoli. Se qualche sorriso compare nel loro viso, potrebbero persino ridere di te.
Elena Vichi - oltre il velo

Hai mai vissuto sensazioni simili?
La mente scorre nella memoria alla ricerca di altre esperienze simili.
E nel tuo passato le trovi: “la gente non fa altro che giudicare!”.
Nella timidezza, come in altre forme di ansia sociale, ciò è frequente. Ti senti osservata/o e criticata/o anche perché hai vissuto altre volte questa spiacevole situazione.

Anzi, queste esperienze passate sembrano proprio confermare l’indole giudicante degli altri su di te.

Ma perché succede?