22 aprile 2019

Un problema della timidezza: esprimersi con efficacia




“Perché le persone fraintendono quello che dico?”; “dicono che non so parlare”; “alcuni si offendono alle mie parole anche quando non è mia intenzione”.

La timidezza è spesso segnata dal mancato apprendimento di modelli di espressione verbale orientati alla gestione di situazioni comunicative.

Edouard Manet - colazione sull' erba
Talvolta tali modelli sono in possesso del soggetto timido, ma se questi non è avvezzo alle conversazioni con gli altri, le abilità sociali possedute non vengono esercitate e, pertanto, male utilizzate per mancanza di allenamento.

15 aprile 2019

Vergognarsi per la propria timidezza



Molte persone timide pensano che la propria timidezza sia qualcosa di cui vergognarsi. Ciò dipende dal fatto che le loro interazioni sociali sono caratterizzate da difficoltà comunicative e/o comportamentali.

Questa problematicità fa sì che vivano i rapporti con gli altri sotto l’effetto dell’inibizione ansiogena che riduce l’efficacia delle loro azioni, così che si ritrovano ad inanellare serie d’insuccessi.

 

Nel tempo si fa strada, nella loro mente, l’idea
Elena Merlino - mettermi a nudo 3
di una propria inadeguatezza e questa si radicalizza sempre di più.

In realtà, il convincimento negativo di proprie incapacità poggia su cognizioni disfunzionali sul sé che si sono andate a formare, soprattutto, tra la primissima infanzia e la prima adolescenza e, proprio con quest’ultima, comincia ad emergere.

A un certo punto della loro esistenza, soprattutto giovanile, la persona timida comincia ad associare la propria timidezza con l’essere sfigati, con il non essere attraenti, con il non esercitare interesse negli altri. Tali associazioni concettuali fanno leva sui loro insuccessi sociali ma, in realtà, non è un problema di incapacità.

1 aprile 2019

La timidezza e il rifuggire le conversazioni banali


Gli ansiosi sociali in genere e, in particolare le persone timide, tendono a elaborare alcune assunzioni, motti o leitmotiv che sono dirette derivazioni di credenze di base disfunzionali che riguardano le qualità intrinseche della propria persona. Anche tali idee si rivelano disfunzionali.

Nei casi di timidezza, una di queste assunzioni, tra le più frequenti, è quella che le conversazioni banali siano prive di valore, che non caratterizzano le qualità di una relazione o di una persona, oppure che esprimono superficialità.

Edvard Munch - Amor and Psyche
Quando poi si va a cercare le problematiche che vivono le persone timide che hanno elaborato tali assunti, si scopre che hanno difficoltà a partecipare attivamente alle conversazioni con gli altri.

Si è anche notato che queste difficoltà si ergono su alcune tipologie di pensieri automatici, credenze di base riguardanti il sé, credenze condizionali o doverizzanti tendenti a stabilire target comportamentali considerati necessari o obbligatori.



27 marzo 2019

Se la persona timida dice: quando sto con gli altri non so cosa dire



Per moltissime persone timide lo stare insieme agli altri costituisce un grosso problema, un triste senso di prostrazione, frustrazione, avvilimento. Il problema che più sovente incontrano, è non riuscire a entrare nella conversazione in atto finendo con il fare scena muta

Talvolta
Rosanna Candido - s.t.
subiscono il commento degli amici che stigmatizzano il suo silenzio, la sua mancata partecipazione alla discussione e, a volte, anche con battute che pur non essendo espresse con intenzioni cattive, feriscono.

Nel mentre queste discussioni tra amici e/o conoscenti si svolgono, l’individuo timido sta lì, in silenzio, con il desiderio di poter partecipare, di dire la sua, ma con l’angoscia di non sapere cosa dire.

19 marzo 2019

Comprendere la timidezza e superarla


La timidezza è un'ansia sociale ed è di natura cognitiva. 

Giovanna Fabretti - varco
Può sembrare una sciocchezza, ma quel che pensiamo, percepiamo o temiamo di essere, di noi stessi si ripercuote sui nostri comportamenti come un tornado.

Ciò che si avverte a livello cosciente sono l'ansia e le emozioni, soprattutto la paura: paura di fallire, di far brutta figura, di essere respinti, di essere mal giudicati, di apparire negativamente agli altri, di non riuscire a fare e altre ancora.

Le emozioni di paura che prova una persona timida si manifestano secondo livelli gerarchici:

Il livello più immediato ed esteriore che si percepisce con più chiarezza si rifanno a pensieri previsionali posti a uno stadio temporale che si ferma all'atto dell'insuccesso nell'interazione sociale. Sono timori che scaturiscono da quelli più "sotterranei".

Questo livello più profondo di paure è, generalmente, precosciente o tangente alla coscienza. 

Queste fanno riferimento a pensieri previsionali collocati su un livello temporale posizionato al momento dell'insuccesso nell'interazione.