9 dicembre 2019


I tre filoni teorici che tentano di definirlo concordano sulle considerazioni che il temperamento abbia alcune caratteristiche peculiari:
Renato Magritte - due ragazze che camminano per una strada

  • Ha una base biologica. Questa deriva dal fatto che ogni organismo ricerca, nell’ambiente che lo circonda, quelle stimolazioni necessarie per avere un livello ottimale di attivazione delle proprie funzioni. Tra l’altro riguardano, l’elaborazione delle informazioni, la reazioni agli stimoli, la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore.
  • Tende a essere stabile nel tempo. Tuttavia, reagendo all’ambiente fisico o sociale, modifica le sue espressioni comportamentali. Può essere descritto come un insieme costituito dalle inclinazioni comportamentali e affettive che, nel tempo, si evolvono in personalità.
  • Nella prima infanzia, quando sono attivi, soprattutto, i sistemi motivazionali dell’area limbica del cervello, il temperamento è strettamente legato col comportamento e, successivamente, tale legame sarebbe condizionato dal mutare delle condizioni ambientali. In tal senso, il temperamento partecipa a stabilire in che modo debba esprimersi il comportamento. Quest’ultimo aspetto, tuttavia, non va considerato in modo “letterale” o rigido, poiché al comportamento sottintendono numerosi fattori come, a esempio, quelli psicologici e cognitivi.
  • Ha una componente affettiva marcata. In tal senso, il temperamento può considerarsi come un insieme di fenomeni caratterizzanti la natura emozionale dell’individuo in relazione allo stato dell’umore, al livello di attenzione ed energia in direzione degli stimoli ambientali.


2 dicembre 2019


La specie umana, più di altre specie animali, ha sviluppato una complessa socialità. Cosa che ha permesso al cervello di evolversi, in chiave sociale, con la formazione dei sistemi motivazionali sociali; oltre a quelle potenzialità che hanno permesso all’uomo di sviluppare il linguaggio verbale, la coscienza di ordine superiore e, dunque, l’identità esplicita.

Elena Vichi - serie la sete: il posto vuoto

Senza una dimensione interpersonale complessa, non sarebbero state possibili quei fattori evolutivi che differenziano la specie umana dalle altre.


Possiamo dire che la dimensione interpersonale è la chiave dello sviluppo umano.

26 novembre 2019


Benché la si avverte per mezzo dei comportamenti e le emozioni provate, la timidezza è una forma di ansia sociale non patologica. È un disagio sociale di natura cognitiva ed è rapportata agli altri. Fuori dai contesti sociali, dalla dimensione interpersonale, non sussiste.


La timidezza si esprime in diverse forme esplicite ed implicite in termini cognitivi e comportamentali e vari gradi di intensità emotiva. Gran parte di tali modi hanno alcune caratteristiche comuni:

Eleonora mariotti - Timidezza...terapia di piazza
  • Posture dimesse o raccolte: testa bassa, spalle incurvate, scarsa, assente o scomposta motilità delle braccia. 
  • Sguardo distratto o assente. 
  • Espressione facciale e degli occhi malinconica o triste o spenta.
  • Atteggiamenti e comportamenti in luoghi o contesti sociali impacciati.
  • Evidente stato di disagio o imbarazzo in situazioni e nell’interazione sociale.

L’emozione preminente provata nella timidezza è la paura.

18 novembre 2019


Spesso la dizione “ansia sociale” è utilizzata come sinonimo di fobia sociale, ciò perché la fobia sociale è caratterizzata da un’ansia particolarmente intensa.

In verità, l’ansia sociale è una categoria che raggruppa un insieme di disagi e disturbi che hanno in comune due fattori basilari: L’ansia e la problematica dimensione interpersonale.



11 novembre 2019


Ruminazione e rimuginìo, forme di meta pensiero, sono due “stili” del pensare.

Nella normalità, vi si ricorre per approcciarsi al problem solving, cioè per analizzare le esperienze trascorse o quelle in procinto di realizzarsi, cercare risposte e soluzioni, apprendere dalle esperienze fatte.

Elena Vichi - fardello

La ruminazione è il pensare sul passato vissuto, quindi guarda all’indietro, sulla propria storia esperienziale, su particolari momenti della propria vita, soprattutto riferita all’interazione sociale. 


È con la ruminazione che noi umani cerchiamo di apprendere dalle esperienze che abbiamo vissuto, analizziamo situazioni e contesti in cui siamo stati protagonisti passivi o attivi, sia in chiave positiva, che in quella negativa.