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20 agosto 2012

Timidezza: quando si fa scena muta - parte seconda



Il mancato apprendimento di modelli comunicativi. 

Negli ambienti dove: 

  • c'è carenza di attenzione verso i minori, 
  • non ci sono esempi di comportamenti assertivi
  • sono inibite le manifestazioni espressive di emozioni e sentimenti, 
  • non viene favorita la socializzazione tra minori, 
  • vengono trasmessi motti, precetti familiari, assunti culturali che inibiscono la libera espressione di idee e comportamenti, 
  • ci sono, da parte delle figure di riferimento, comportamenti limitanti l'autonomia del minore, 
  • ci sono figure di riferimento a loro volta oggetto di ansia sociale

quando si cresce in ambienti inadeguati come questi, vengono a mancare esempi e trasmissione di modelli comunicativi. Il minore non ha quindi la possibilità di apprendere modi e tecniche di relazionamento che vanno a costituire il repertorio sociale dell'individuo. 


Max Ernst - acque sommerse
Se tale repertorio è deficitario, le possibilità di costruire relazioni si riducono sensibilmente, ciò perché l'individuo timido si viene a trovare in due tipi di problemi, da una parte ha la difficoltà a comprendere tutta una serie di messaggi, provenienti dagli altri, orientati alla costruzione o gestione delle relazioni; dall'altra non sa come inserirsi nei contesti di socializzazione poiché non sa cosa e come fare. 

È indubbio che il mancato apprendimento di modelli comunicativi, concorre nella formazione di credenze disfunzionali relative alle proprie capacità e abilità o rinforzano quelle già esistenti; alimentano lo svilupparsi di un basso livello di autostima, e di conseguenza l'aumento della propria insicurezza.

14 agosto 2012

Timidezza: quando si fa scena muta - parte prima


Con questo inizia una serie di due articoli in cui tratterò di una caratteristica assai comune in molte forme di timidezza e di ansia sociale, quale è la difficoltà che si consuma nelle espressioni verbali della comunicazione. 

Molte persone timide riferiscono di non sapersi esprimere, di non riuscire a partecipare attivamente alle conversazioni, per non parlare di coloro che hanno il grande problema di parlare di fronte un pubblico piccolo o numeroso che sia.
Gli individui timidi, nel vivere negativamente queste esperienze, sperimentano anche la bassa autostima, l'insicurezza e l'indecisione.

I comportamenti conseguenti a queste difficoltà sono improntati a tipologie ben precise, l'evitamento, l'estraniazione e, per coloro che hanno il problema di parlare in pubblico, anche l'elusione parziale o totale.

Le cause di questo problema possono essere di diversa natura o origine, e sono date dalla somma di più fattori coesistenti. 


L'attivazione di credenze negative


Aba Novak Vilmos - fabbricante di maschere
Le credenze disfunzionali e i pensieri automatici negativi sono i fattori fondanti e formativi della timidezza e delle varie altre forme di ansia sociale. 

Un individuo timido, quando si trova in una situazione in cui la partecipazione attiva comporta l'esplicitazione di idee, pareri, giudizi, valutazioni, sentimenti ed emozioni, e quando ciò deve espletarsi all'interno di un gruppo grande o piccolo o dinanzi una platea, valuta in modo più o meno inconsapevole in due direzioni: sul compito o sul ruolo che dovrebbe svolgere, e ai mezzi necessari per il loro svolgimento. Nel contempo la sua attenzione è rivolta anche a sé verso se stesso e le proprie capacità, e a sé in relazione agli altri e ha come viene da questi percepito.


8 agosto 2012

Timidezza e motivazione


La motivazione è un processo in cui si organizza una configurazione di esperienze e azioni finalizzate a un determinato scopo e in relazione a date condizioni interne o ambientali.
Esse hanno a che fare con le ragioni per le quali una persona pone in essere determinati comportamenti per raggiungere l’oggetto del proprio obiettivo.

Non entrerò nel merito delle varie teorie sulla motivazione poiché ciò esula dagli intenti di quest’articolo, a noi interessa la relazione tra ansia sociale e motivazione.

Gli scopi possono essere orientati verso l’ottenere o evitare un determinato risultato, possono anche essere abbandonati qualora i mezzi disponibili non permettono il loro raggiungimento.
Questi due fattori sono presenti frequentemente nel comportamento dell’ansioso sociale.
Marc Chagall - pittore alla luna

Sappiamo che le persone timide, e i soggetti all'ansia sociale in genere, sono permeati da pensieri che soggiacciono a determinate credenze disfunzionali, le quali fanno riferimento a idee negative riguardanti se stessi, gli altri, il mondo inteso come consesso sociale.