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26 novembre 2013

Ansia sociale e timidezza: il pessimismo

Nelle varie forme di ansia sociale, e quindi anche nella timidezza, il pessimismo esprime sfiducia nella possibilità del raggiungimento dei propri obiettivi. 

Allo stato cosciente, esso è percepito come uno status quo permanente che è tale perché condizionato da ostacoli di natura sociale o personale, considerati insormontabili.
Edvard Munch - ragazza in lacrime

L’idea della non solvibilità della propria condizione sociale o interiore, è sovente chiaramente espressa, non solo nei pensieri automatici negativi, ma anche nelle credenze intermedie che si presentano nelle forme di assunzioni, motti e leitmotiv.

Laddove la timidezza e le altre forme di ansia sociale, si sono sviluppate per effetto del brodo di cultura familiare, tali credenze intermedie, sono riscontrabili anche nei precetti familiari. In tal caso, ci troviamo di fronte a un ambiente sociale che esprime, e trasmette, elementi cognitivi disfunzionali, il che indica, chiaramente, che in tali ambienti vi sono membri che, a loro volta, presentano disagi psicologici e modalità comportamentali anassertive.


19 novembre 2013

Ansia sociale e timidezza: il variegato mondo dei pensieri automatici

Quando un tipo di pensiero diventa abituale, cioè, si ripete in una pluralità di occasioni, comincia a manifestarsi in maniera automatica. 
Per usare una metafora potremmo descriverli come delle routine in un programma per computer: la mente vi ricorre economizzando sul processo elaborativo nella costruzione del pensiero.

Il carattere automatico di tali pensieri fa sì che essi possano svolgersi nella mente in modo molto rapido, tanto da sfuggire facilmente e sistematicamente all’attenzione del nostro stato cosciente.


Fatima Azimova - my abs
La difficoltà di ricordarci o renderci conto del passaggio di un pensiero automatico per la nostra mente, è ulteriormente favorita dal fatto che può presentarsi anche sotto forma d’immagine o di un rapido puro atto di coscienza.

I pensieri automatici si presentano alla mente di tutte le persone, tutti abbiamo queste “routine” che passano per la nostra testa, e tutti abbiamo difficoltà a ricordare di aver avuto questi pensieri, a essere coscienti del loro passaggio. 


13 novembre 2013

Ansia sociale e timidezza: quando non si cerca aiuto

Molte persone timide restano bloccate di fronte a difficoltà e a situazioni di problem-solving, per via dei loro pensieri emotivi. 
Una tale condizione di stallo conduce spesso a comportamenti di rinuncia, di abbandono, di resa e a vivere emozioni negative come la tristezza o lo sconforto.

Jorn Asger - il timido orgoglio
Uno studente delle superiori, evita di porre domande all’insegnante su ciò che non ha capito, e uno studente universitario non se la sente di rivolgersi all’assistente per avere delucidazioni; un altro non osa nemmeno chiedere supporto ai compagni di studio; un impiegato non ha ben compreso cosa fare, ma si tiene ben lontano dal chiedere ulteriori chiarimenti; una persona che non riesce a orientarsi in città, non osa chiedere informazioni ai passanti; in un negozio di strumenti ottici, un individuo ha paura di chiedere spiegazioni sul funzionamento di una macchina fotografica. 

Sono tutti casi di soggetti timidi, di ansiosi sociali in generale, che considerano, in chiave negativa e per varie motivazioni, la possibilità di chiedere aiuto o informazioni ad altre persone.

5 novembre 2013

Quando il timido dice: non servo a niente

La valutazione delle proprie capacità e abilità è un’attività automatica che qualsiasi individuo svolge, ogni volta che è posto dinanzi un compito da svolgere. È un fenomeno che, generalmente, sfugge proprio del tutto all’attenzione e alla coscienza consapevole dell’individuo, infatti, si tratta di un processo cognitivo che si svolge in termini molto rapidi e a un livello mentale piuttosto lontano dallo stato di coscienza. 


Diego Rivera - The Day of the Dead
Anzi, la si potrebbe anche considerare come una sorta di routine del sistema strutturale e/o funzionale dell’attività cognitiva. Ciò perché la mente tende a economizzare quando può fare riferimento a schemi di memoria già costituiti.

Gli elementi di riferimento, da cui il sistema cognitivo raccoglie le informazioni per svolgere la propria attività di elaborazione, sono le credenze di base, che possono essere descritte come definizioni sintetiche del sé, degli altri e del mondo, e le credenze intermedie, che possiamo definire come l’apparato “legislativo” che stabilisce le regole secondo cui conformare il comportamento.